I sei Comuni del Parco naturale delle Prealpi Giulie: storia e luoghi da scoprire
Borghi storici, tradizioni, musei, paesaggi e luoghi di interesse da visitare
Il territorio del Parco naturale regionale delle Prealpi Giulie comprende sei Comuni della provincia di Udine: Chiusaforte, Lusevera, Moggio Udinese, Resia, Resiutta e Venzone.
Ogni Comune custodisce un patrimonio particolare di storia, architettura, tradizioni e paesaggi. Qui antichi borghi, edifici storici, musei, vallate e testimonianze della vita rurale raccontano il legame tra le comunità locali e il territorio.
Scopri le caratteristiche di ciascun Comune e i luoghi di interesse da conoscere durante una visita al Parco.

Venzone (230 m s.l.m.) è uno dei borghi storici più rappresentativi del Friuli Venezia Giulia e si distingue per il suo centro medievale, ricostruito dopo il terremoto del 1976 attraverso un attento recupero e la ricollocazione delle pietre originali. Il nome del paese compare già nel 923 d.C. nella forma Clausas de Avenzone, in un documento attribuito al patriarca di Aquileia Giovanni IV. L'origine del toponimo è tradizionalmente collegata ai corsi d'acqua della zona, in particolare al torrente Venzonassa.
Il centro storico conserva un prezioso patrimonio architettonico, con mura, palazzi e abitazioni ricostruiti nel rispetto dell'impianto originario. Il Duomo e il Palazzo Comunale sono tra gli edifici più significativi di questo complesso monumentale, testimonianza della storia e dell'identità della comunità.
Da visitare
Il Duomo di Sant'Andrea Apostolo, edificato in pietra locale e consacrato nel 1338 dal patriarca Bertrando, è uno dei principali monumenti di Venzone. Di fronte si trova il Battistero, legato alla storia delle celebri mummie conservate a Venzone.
Meritano una visita anche la cinta muraria medievale, ricostruita dopo il terremoto, e il Palazzo Comunale, elegante edificio in stile gotico veneziano realizzato tra la fine del XIV e l'inizio del XV secolo. Completano il patrimonio storico e religioso le chiese dei Santi Giacomo e Anna, di Sant'Antonio, Santa Caterina e Santa Lucia.
Per approfondire la storia del terremoto e della ricostruzione del territorio è possibile visitare anche Tiere Motus, mostra permanente ospitata a Palazzo Orgnani Martina.
Informazioni e approfondimenti

Moggio Udinese (340 m slm) è un paese dalla storia profondamente legata alla sua Abbazia di San Gallo, consacrata nel 1119 dal patriarca di Aquileia Voldarico I, che volle dedicarla al santo a cui era intitolata anche la celebre abbazia svizzera di San Gallo, di cui era stato abate. Ancora oggi il complesso abbaziale è un importante luogo di preghiera e conserva un ruolo centrale nella vita e nell'identità della comunità. Il nucleo storico del paese si è sviluppato probabilmente intorno alla chiesa abbaziale, per poi estendersi lungo le pendici del colle.
Da visitare
Il complesso dell'Abbazia di San Gallo comprende la chiesa e il chiostro cinquecentesco. Al suo interno si possono ammirare l'altare maggiore barocco del 1717, gli altari laterali e un pregevole Cristo ligneo in noce dipinto, datato 1466. Di interesse sono anche la Torre medievale, oggi destinata a esposizioni, e la biblioteca, che custodisce libri liturgici e antichi codici.
Il territorio di Moggio Udinese offre inoltre numerose occasioni per scoprire paesaggi montani e piccoli borghi. La Val d'Aupa è caratterizzata da nuclei abitati e architetture tradizionali, tra cui spicca Dordolla, borgo dal fascino particolare. La Val Alba, con i suoi boschi di faggio e le montagne che la circondano, e gli ambienti d'alta quota della Valle di Aip completano un territorio ideale per chi ama la natura e le escursioni.
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Luogo di tradizionale sosta per chi transita lungo il Canal del Ferro, Resiutta (316 m slm) è posta alla confluenza del torrente Resia con il Fella. Fin dall' antichità il centro ha svolto un ruolo importante nei traffici e nell'assistenza ai viaggiatori lungo l'arteria commerciale del Canal del Ferro, come dimostrano i ritrovamenti di oggetti di bronzo, di monete e di iscrizioni che ne evidenziano l'origine romana. Primo segno vitale è tuttavia l'istituzione della Parrocchia di San Martino nel 1199, retta dapprima dai benedettini e poi dai sacerdoti nominati dall' abate di Moggio da cui dipese.
Invito alla visita
La Valle del Rio Resartico, caratterizzata da un ambiente di severa e affascinante bellezza, propone interessanti scoperte dal punto di vista geologico ed una visita alle strutture dell'antica miniera. Dai 530 metri d'altitudine di Borgo Cros, piccolo agglomerato di abitazioni rurali scampate al terremoto, si può godere di un ampio panorama sulla Val Resia e sul massiccio del Canin. Può altresì risultare interessante una visita alla Chiesetta del Calvario che sovrasta l'abitato.
Informazioni e approfondimenti:

Le origini della comunità di Resia (492 m slm) vengono fatte risalire al VII secolo, quando popolazioni di ceppo slavo si stabilirono nella vallata. Nel corso dei secoli, l'isolamento geografico tra il Monte Musi e il massiccio del Canin ha contribuito a conservare una particolare identità linguistica e culturale. A Resia si parla infatti una lingua singolare, oggetto di numerosi studi, e si tramandano tradizioni legate ai costumi, ai canti, ai balli e alle cerimonie.
La comunità è distribuita principalmente nelle frazioni di Prato, San Giorgio, Oseacco, Gniva, Lischiazze, Stolvizza e Uccea. Dal punto di vista storico, la valle fu soggetta alla giurisdizione dell'Abbazia di Moggio e, durante il dominio veneziano, ebbe importanza strategica per la difesa delle Selle di Carnizza e di Guarda, accessi alla valle dall'Isonzo in Slovenia.
Accanto al patrimonio linguistico e culturale, la Val Resia si distingue per il suo ambiente naturale: una conca verde circondata dalle montagne del Canin, ideale per conoscere i borghi e intraprendere escursioni.
Da visitare
La valle offre diversi luoghi per conoscere e approfondire la cultura locale. L'Ecomuseo Val Resia, articolato in quattro percorsi, comprende anche il museo della Latteria sociale di San Giorgio. A questi si aggiungono il centro culturale di Prato di Resia, sede dello storico Gruppo Folkloristico "Val Resia", il più antico d'Italia, e il Museo etnografico della gente della Val Resia e il Museo dell'arrotino, entrambi siti a Stolvizza.
Tra gli altri luoghi di interesse si trovano la Pieve di Santa Maria Assunta e gli stavoli di Ruschis, Gnivizza e Jama, agglomerati rurali che testimoniano l'antica attività pastorale della valle.
Informazioni e approfondimenti

Chiusaforte (390 m slm) sorge in corrispondenza di una strozzatura naturale della valle del Fella, tra le Alpi Carniche e le Alpi Giulie. La sua posizione strategica ebbe un ruolo importante nella storia del paese: il Patriarca di Aquileia fece costruire una fortezza, chiamata «La Chiusa», dalla quale veniva imposto il pagamento di un dazio a chi transitava. Edificata prima del 1100 e ampliata più volte nel corso dei secoli, oggi ne rimangono poche tracce in prossimità del Ponte di Ferro della ferrovia.
Il territorio comunale comprende la Val Raccolana, che si estende per 18 km e include diverse località, tra cui Sella Nevea, rinomato centro turistico ai piedi dei gruppi montuosi del Canin e del Montasio, particolarmente attrezzato per lo sci alpino.
Da visitare
A Chiusaforte si possono visitare la Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo, di scuola veneta, e la chiesetta seicentesca di Sant'Antonio in Casasola, che conserva altari lignei di scuola austriaca e una pala di Nicola Grassi. Meritano una visita anche il Museo della Grande Guerra e il Museo della Guerra Fredda, per approfondimenti sulla storia del Novecento di questo territorio.
In Val Raccolana, i borghi dei Piani conservano un particolare fascino architettonico. Il territorio offre inoltre gli ambienti montani dell'altopiano del Montasio, con i suoi pascoli d'alta quota, e i paesaggi carsici del Canin, caratterizzati da una ricca fauna selvatica, boschi di abeti e larici, nevai e ghiacciai a quote insolitamente basse.
Informazioni e approfondimenti

Lusevera (480 m slm) si trova nell'Alta Valle del Torre e ha il proprio capoluogo nella frazione di Vedronza. La storia del territorio è legata al passaggio e alla presenza di diverse popolazioni, tra cui Veneti, Celti, Romani e Longobardi. La valle appartenne prima alla Repubblica di Venezia e successivamente all'Austria, seguendo le vicende storiche del Friuli. Fu annessa all'Italia nel 1866 e il Comune di Lusevera venne istituito nel 1971.
Da visitare
La principale attrattiva del territorio sono le Grotte di Villanova, un complesso di quattro grotte con uno sviluppo complessivo superiore a 20 km. Tra queste, la Grotta Nuova, scoperta nel 1925, è la più estesa, con oltre 8 km di sviluppo. La visita è possibile attraverso due percorsi: quello turistico, pavimentato e illuminato, e quello speleoturistico, che permette di esplorare le parti più interne della grotta.
A Lusevera è possibile visitare anche il museo etnografico, dedicato alla conoscenza del patrimonio culturale locale.
Informazioni e approfondimenti